Archivio di Gennaio 2022

Progetto Dante Deutsch 2 | Peter Weiss

Giorno della Memoria 2022

MEB-Museo ebraico di Bologna, Goethe Zentrum Bologna, Lilec- Dipartimento di Lingue, Letterature e Culture moderne – Università di Bologna

L’INFERNO DI AUSCHWITZ. DA DANTE A PETER WEISS
Accertare i fatti, mettere in scena la storia

Domenica 30 gennaio, ore 16 
Museo Ebraico di Bologna
via Valdonica 1/5

Secondo appuntamento del progetto Dante Deutsch: Brecht | Weiss | Werfel

Michael Dallapiazza in dialogo con Emanuela Marcante e Daniele Tonini

Letture, immagini e musiche di Luigi Nono, Viktor Ullmann, Ilse Weber e Leonard Cohen

Dante e il Lager, un legame nato dalla memoria e dalla scrittura con un paradosso: l’Inferno è adesso il luogo degli incolpevoli. Dante e Peter Weiss: nell’interlocuzione continua con il Poeta del grande scrittore e uomo di teatro (al centro dei temi del Dopoguerra tedesco ed europeo e della denuncia dell’inconcepibile dei Lager) l’Inferno è la realtà dei viventi senza giustizia e il Paradiso è il luogo delle Vittime, dei Giusti.
Weiss si confronta con Dante già nel romanzo autobiografico degli anni di formazione Fluchtpunkt (Punto di fuga) del 1962 e quindi in successivi scritti fino a suggellarsi nel nome dell’Olocausto in Die Ermittlung (L’Istruttoria), Oratorio in 11 Canti del 1965.
Weiss aveva seguito tra il 1963 e il 1965 il processo di Francoforte contro un gruppo di SS e di funzionari del Lager di Auschwitz: era la prima volta che la Repubblica federale tedesca si poneva a giudice delle responsabilità di specifici imputati. Dal 1964 Weiss aveva

iniziato a lavorare sul cosiddetto Divina Commedia-Projekt, a cui si dedicherà fino al 1969, producendo un grosso quaderno di appunti (Notizbuch) e diversi abbozzi in varie forme letterarie. Il lavoro si concretizzerà in due opere per il teatro: Inferno (1964-1969, mai pubblicata in vita) e Paradiso, pubblicata nel 1965 quindi col titolo Die Ermittlung (L’Istruttoria) che viene rappresentata il 19 ottobre 1965 in quindici teatri diversi tra Germania Ovest ed Est, divenendo una delle opere centrali del teatro di documentazione non solo tedesco. Gli 11 Canti de L’Istruttoria seguono letteralmente gli interrogatori del processo di Francoforte con gli imputati e i testimoni diventando un’opera di poesia di denuncia che interroga da allora ogni pubblico sulla violenza dei Lager ma anche su ogni perditi di diritti e identità umana che porta con sé ogni sopraffazione.
I canti portano i titoli di Canto del Lager come di Canto della possibilità di sopravvivere, di Canto della fine di Lili Tofler come di Canto dei forni.

Weiss, nato nei pressi di Berlino e figlio di un ebreo di origine ceca, segue la famiglia nel lasciare la Germania di Hitler fino alla definitiva emigrazione in Svezia. Torna in Germania nel 1947 per testimoniare attraverso degli articoli il particolare momento tedesco e quindi riprende la lingua materna per la sua scrittura, pur nella complessità della sua storia e della sua appartenenza.

Per Weiss l’Olocausto e i Lager prendevano anche la forma della memoria dell’amico compagno di studi Peter Kien, artista visivo e poeta, morto ad Auschwitz a 24 anni, precedentemente internato nel Lager degli artisti, Terezin, da dove poteva ancora comunicare con Weiss attraverso delle cartoline.

Kien aveva scritto il libretto dell’opera L’Imperatore di Atlantide (Der Kaiser von Atlantis) a Terezin per il compositore Viktor Ullmann. Luigi Nono scriverà le musiche per la prima di Ermittlung, L’Istruttoria, che saranno elaborate in una serie di brani vocali con la voce delle Vittime, i Giusti del Paradiso di Weiss.

Con musiche da Ermittlung (L’Istruttoria) di Luigi Nono, da Der Kaiser von Atlantis (L’Imperatore di Atlantide) di Viktor Ullmann su testo di Peter Kien e di poeti e musicisti dei Lager e della memoria del Novecento.