DEDICATO A ELIAS E MATHILDE CANETTI
LA VASTITÀ DELLA PAROLA MAMMA

ERT – Emilia Romagna Teatro
MEB – Museo Ebraico di Bologna
In collaborazione con
Goethe-Zentrum Bologna – Istituto di Cultura Germanica
Libreria Musicale Ut Orpheu
s

Bologna, Piazza San Francesco
Venerdì 15 luglio 2022
, ore 21


DEDICATO A ELIAS E MATHILDE CANETTI
LA VASTITÀ DELLA PAROLA MAMMA

Uno spettacolo di e con EMANUELA MARCANTE e DANIELE TONINI 
Ideazione, regia, scelta delle musiche a cura di
Emanuela Marcante e Daniele Tonini (voci recitanti, canto, flauto, pianoforte)

Ingresso libero.
Informazioni per prenotazioni sul sito ERT

Testi da
La lingua salvata, Il frutto del fuoco, Massa e potere di Elias Canetti
Lettera a mia madre di Albert Cohen
Lettere di Marcel Proust
Le memorie di Georges Kien di Antonello Lombardi

Testi originali di Emanuela Marcante

Musiche della tradizione sefardita e ashkenazita e di Maurice Ravel, Hanns Eisler, Erwin Schulhoff, Arnold Schönberg, Arnold Schönberg, Mario Castelnuovo-Tedesco, Leonard Cohen

Una narrazione teatrale che illumina la presenza della figura materna nella vita ebraica intrecciandosi alla storia del forte legame di uno scrittore intenso e analitico come Elias Canetti con la memoria della madre, Mathilde Arditti, di famiglia ebraica di origine livornese. Un percorso che ci porta dai primi anni di vita dello scrittore, nato nel 1905, vissuti sulle sponde del Danubio nella città bulgara di Ruse alle successive residenze europee, da Manchester a Zurigo, da Vienna a Francoforte e a Parigi. Un’immersione nella “vastità della parola mamma”, che ci dà la visione di un mondo ebraico variegato e complesso, ricco di scenari culturali e artistici e di personaggi indimenticabili, che passa attraverso la figura di una madre, centrale nella formazione culturale del figlio, proprio a partire dalla scelta letteraria del tedesco come «lingua d’amore». Una storia che si intreccia nella “vastità” di altre madri e delle loro storie, dalla Bibbia ai giorni nostri.

Allora non sapevo ancora cosa è la “vastità”, eppure lo “intuivo”: il poter contenere in sé moltissime cose, anche tra loro contraddittorie, sapere che tutto ciò che sembra inconciliabile sussiste tuttavia in un suo ambito, e questo sentirlo senza perdersi nella paura, e anzi sapendo che bisogna chiamarlo col suo nome e meditarci sopra: ecco la cosa che proprio da mia madre hoimparato, ed è la vera gloria della natura umana
(Elias Canetti, da La lingua salvata)

In collaborazione con
MEB – Museo Ebraico di Bologna
Goethe-Zentrum Bologna – Istituto di Cultura Germanica
Libreria Musicale Ut Orpheus

Bologna, MEB, 12 maggio 2019


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